L’importanza dell’esca giusta

Novembre 2015. Ho 5 calamari in una nassa, pescati la notte precedente su una barca di un amico che me li ha gentilmente omaggiati per essere utilizzati l’indomani come esca per le ricciole. il problema è che la nassa è dentro il porto di Civitavecchia ed io parto da Ladispoli con un rimessaggio che non ci mette in mare prima delle 8,00. Coinvolgo Fabio che non si fa pregare. Ore 8,00 usciamo. 0re 9,00 siamo davanti al porto di Civitavecchia. Purtroppo la nassa si trova in una zona molto lontana dall’imboccatura del porto e, dovendo navigare a bassa velocità, arriviamo alle nasse verso le 9,45. 3 calamari sono ancora vivi e questa è davvero una buona notizia. Ore 10,15 circa usciamo dal porto e puntiamo verso lo spot prescelto a gran velocità, ansiosi di cominciare a calare. Ma si sa, la fretta e l’ansia non sono certo buone alleate nella pesca e per farvela breve, Fabio mi passa una canna con un mulinello non perfettamente fissato sulla ghiera , anzi direi.. appena “appoggiato”, e così in un attimo il mulinello cade in acqua. Per fortuna riesco ad afferrare l’estremità del multi fibra ma, avendo la frizione aperta, si srotolano in acqua circa 300 mt di filo prima che possa recuperare il mulinello. Non prima di aver avvolto tutti i 300 mt su una sagola…ovviamente. Non vi sto a dire quanti Santi ho passato in rassegna in quel momento ma con una persona squisita come Fabio non ci si può di certo arrabbiare. Insomma cominciamo ad innescare il primo calamaro alle 11 passate ma ancora tanto entusiasmo. Cominciamo a trainare incrociando spesso altre barche che con un cenno ci fanno capire di non aver ancora avuto nessun attacco. Dopo circa una mezz’ora abbondante Fabio vede la canna incurvarsi ma il filo non esce. Mi guarda e mi dice: “Valè che ho incagliato?” e mi passa la canna. Avverto il peso con una tensione fissa e continua ma senza testate e dico: “Fabio il filo non esce… questa è lei !!”. Ferrata decisa e vaiiii. Comincia la battaglia con una canna molto leggera, appena 8 lb, il recupero è abbastanza impegnativo ma per fortuna, il pesce non è molto grande e in meno di 10 minuti è a bordo con il ferrante appuntato fuori della bocca (un pizzico di fortuna non guasta mai ah ah ah). Non potrò mai dimenticare la reazione di Fabio al momento dell’imbarco della ricciola. Era così contento che aveva un sorriso stampato a 32 denti ma non riusciva a dire assolutamente nulla. Gli altri pescatori quel giorno non presero nulla e noi in poco più di mezz’ora effettiva di pesca avevamo una ricciola di 10 kg nel pozzetto. Come dico sempre la pesca è fatta di dettagli, di cose apparentemente poco importanti ma che invece, in certe giornate fanno una differenza enorme. Quel giorno (e non solo quello) è stato fondamentale poter disporre dei calamari vivi e tra averceli e non averceli, la differenza è stata grande.  A parte il pesce, sarò sempre grato a Fabio che quel giorno mi regalò un sorriso speciale che porterò sempre con me.